“L'ANGELO E LA BIMBA EBREA“


Edda Ulmann
Presentazione
L’autrice, un’ebrea italiana, contatta “La Villa dei Papiri” perché ha questo sogno nel cassetto: vuole partecipare al Premio letterario nazionale “Rapallo Carige per la donna scrittrice”. L’inviata si reca a Rapallo dove ha una splendida casa sul mare e dove riceve il manoscritto che, revisionato, stampato e pubblicato (in questo caso era obbligatoria la pubblicazione come clausola del Concorso), partecipa al Premio. La sua gioia è immensa anche se non vince. Dopo poche settimane, muore. Ha fatto in tempo a realizzare il suo sogno e a lasciare il ricordo di sè in un libro.
Prefazione
“L’Angelo e la bimba ebrea” è un romanzo autobiografico in cui cronaca e documento umano s’intrecciano nella rievocazione dell’itinerario biografico e sentimentale della scrittrice: dagli spostamenti logistici agli incontri fortuiti che ne hanno segnato la vita, dalla ricerca di stabilità all’errare come condizione insopprimibile, fino alla “rinascita” dall’abisso del nulla alla salvezza ad opera di quell’Angelo Custode, ineffabile presenza, “unica Divina Essenza” di cui la bimba, ormai donna, viene con certezza a conoscenza e a cui chiede, alla fine, di “ svelare gli arcani incommensurabili segreti dell’Universo”. E questo sguardo rivolto al cielo riflette quell’aspirazione alla libertà che ha caratterizzato la vita della scrittrice da quando, piccola esule, fu costretta ad abbandonare la città natia, a quando, segretaria in carriera nel kafkiano “pool” bruxelliano, fu sommersa dalle “scartoffie” di un ufficio. In quest’ottica la “fuga” in Brasile diventa l’espressione di un mondo semplice, primitivo e “libero”, il ritorno in Europa la negazione di quello. In queste due diverse realtà si svolge la vicenda della vita di questa donna tra i colori della Terra del “mato” e la “mitica” Europa.
Copyright © La Villa dei Papiri - Tutti i diritti riservati
Webmaster