SCRIVERE LIBRI PER GLI ALTRI...
NELL'ERA DI INTERNET
Il nostro mito è Leopold “Paul” Page, l’uomo che rese famoso Oskar Schindler. Sopravvissuto all’Olocausto grazie alla lista, Page dedicò la sua vita a trovare uno scrittore che raccontasse la storia poi portata da Steven Spielberg sugli schermi di tutto il mondo. Ma la scrittura di libri su ordinazione ha una storia millenaria:basti pensare agli agiografi e agli scrittori presi sotto tutela da un mecenate. Abbiamo così deciso di ripetere quello che facevano gli autori antichi che scrivevano per trasmettere la memoria ai posteri.
Ma come funziona,oggi, nell’era di Internet, una simile attività? L’inviata speciale cura i contatti telefonici o via e-mail per i primi accordi, raccoglie le interviste e il materiale cartaceo o digitale a disposizione. Il rapporto poi continua on line, ma può anche essere impostato in rete fin dall’inizio. Viene quindi preparata una bozza e sottoposta al gradimento del committente il quale decide qualità e quantità del suo volume e l’eventuale realizzazione di strumenti multimediali.

I volumi realizzati, perlopiù, rispondono al bisogno di raccontarsi, sono destinati agli scaffali della libreria aziendale, di quella domestica o di quella on line e diventano, spesso, regali per figli, nipoti, clienti o per quelli ai quali si vuol far conoscere la propria storia.
Raccogliere le memorie degli altri è, quindi, una nuova attività lavorativa. Già da tempo in Francia e in Gran Bretagna va a ruba, richiesto soprattutto dalle nonne, lo scrittore a cottimo che scrive le memorie di famiglia su ordinazione di chi vuole lasciare traccia del suo passaggio sulla terra. Ma le biografie su commissione possono essere anche affreschi di periodi storici arricchiti da foto di famiglia dove tutte le generazioni sono rappresentate. Partendo dal modello della “scuola” francese, la Villa dei Papiri intende aprire un dialogo con l’anima di tutti coloro che avvertano il desiderio di narrarsi. Aziende comprese.

Riuscire a scrivere è certo riuscire ad avere
il piacere di scrivere. E’ non avere diffidenza
col proprio scrivere. E’ non preoccuparsi di fare i conti
e fare il ragioniere con le cose di cui si scrive. E’ potersi abbandonare alla cosa che si ha dentro e a tutto il suo sole, ma insieme a tutta la sua ombra.
Elio Vittorini
Copyright © La Villa dei Papiri - Tutti i diritti riservati
Webmaster